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Johann Sebastian Bach
Il clavicembalo ben temperato (vol.I) -
Fuga X in Mi minore (a due voci)

prima di ascoltare
Il Clavicembalo ben temperato è una delle opere più grandiose della storia della musica: essa è composta infatti da due libri di struttura identica, ognuno dei quali contiene ventiquattro preludi e ventiquattro fughe in tutte le tonalità maggiori e minori. I due volumi furono composti rispettivamente nel 1722 e nel 1744, ma vennero stampati solo nel 1799, a testimonianza della scarsa fama che Bach ottenne in vita come compositore.

Per guidarvi all'ascolto di questa fuga (una delle più semplici, essendo a due sole voci), vi invitiamo innanzitutto ad osservare attentamente il soggetto e il controsoggetto:

Il soggetto è lungo poco più di due battute e incomincia con una serie di note (MI, Sol, Si) che costituiscono l'accordo fondamentale della tonalità di Mi minore.
Un altro elemento che rende il soggetto facilmente riconoscibile è la conclusione:
- da un punto di vista ritmico, si trovano due note da un ottavo dopo una lunga serie di sedicesimi;
- da un punto di vista melodico, le due note formano un grande salto ascendente, mentre il resto del soggetto è caratterizzato da piccoli salti e da un andamento generale discendente.

  • Che cosa fa la prima voce quando ha terminato di esporre il soggetto?
  • Dopo quante battute si conclude l'esposizione di questa fuga?
  • Che cosa incomincia subito dopo?

 

Lo sviluppo della fuga, cioè la sua parte centrale, si basa sull'alternanza di divertimenti e di riesposizioni.
La prima riesposizione del soggetto è alla battuta 11:

  • Che cosa esegue la seconda voce mentre la prima espone il soggetto?
  • Quante volte viene riesposto il soggetto?

La seconda riesposizione si presenta alla battuta 20. Le due voci incominciano eseguendo entrambe l'inizio del soggetto:

  • Qual è la voce che esegue davvero il soggetto?
  • Quale esegue invece il controsoggetto?

 

Dopo l'ultimo divertimento troviamo la coda. In questo caso si tratta di una coda molto breve, basata su uno stretto: la voce superiore incomincia a esporre il soggetto, e la voce più grave interviene prima che questa abbia finito (vi evidenziamo le note del soggetto).

 

 

         
© Paravia Bruno Mondadori Editori 2001