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VERSIONE STAMPABILE

 
 

Donna lombarda

prima di ascoltare
Con il termine "ballata", nella musica popolare, si intendono quei canti che, spesso in forma dialogata, raccontano una storia spesso realmente accaduta. In Italia le ballate sono diffuse soprattutto nel Nord e affondano le loro radici nella cultura medievale.
Donna lombarda è una delle ballate italiane più famose, tanto da essere conosciuta e cantata, pu con delle variazioni, anche in alcune regioni meridionali e addirittura in Francia e in Canada.
Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che il personaggio che dà il titolo alla ballata sia la regina longobarda Rosmunda, che fece uccidere il marito Albini e in seguito tentò di avvelenare anche l'amante Enichi; questi però, dopo aver bevuto il veleno, la costrinse a sua volta ad avvelenarsi. La versione che ascoltiamo è stata raccolta nella provincia di Mantova.
La voce è accompagnata dal dulcimer, una cetra tipica dell'Europa settentrionale.

Il brano che ascoltiamo è in forma dialogata e strutturato in strofe.
Esso si basa su un'unica frase musicale , che si ripete sempre uguale a ogni strofa.

Testo

Donna lombarda, donna lombarda
ameme mì.
Cos völt che t'ama che ci ho il marito
Che lü 'l mi vuol ben.
Vuoi che t'insegna a farlo morire
T'insegnerò mi.
Va co' dell'orto del tuo buon padre
là c'è un serpentin.
Taglia la testa di quel serpente
poi pistala ben.
E poi mettla nella botticella
del vin püssé bon.
Vien cà il marito tutto assetato
và a trar quel vin.
Tra ja quel bianco tra ja quel rosso
da quel püssé bon.
Ed un bambino di pochi anni
lü l'ha palesà.
O caro padre non bere qu8el vino
che l'è avvelenà.
Donna lombarda, bevì quel vino
che l'è avvelenà.
Sol per l'amor del re di Francia
io lo beverò e poi morirò.
La s'intendeva di fag-la agli altri
la se l'è fatta a lé.

 

Traduzione

Donna Lombarda, donna Lombarda
Amami me.
Come vuoi che ti ami che ho il marito
che lui mi vuol bene.
Vuoi che t'insegni a farlo morire
t'insegnerò io.
Va' giù nell'orto del tuo buon padre
là c'è un serpentino.
Taglia la testa di quel serpente poi pestala bene.
E poi mettila nella botticella
del vino più buono.
Viene a casa il marito tutto assetato:
va a tirar quel vino.
Tira quel bianco tira quel rosso di quello più buono.
E un bambino di pochi anni
gli ha rivelato (l'inganno).
O caro padre non bere quel vino
che è avvelenato.
Donna lombarda bevete quel vino
che è avvelenato.
Soltanto per l'amore del Re di Francia
io lo berrò poi morirò.
Aveva intenzione di farla agli altri
e se l'è fatta a lei.

 

 

 

         
© Paravia Bruno Mondadori Editori 2001