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VERSIONE STAMPABILE

 
 

Giovanni Gabrieli
In ecclesiis

prima di ascoltare
Il mottetto a quindici voci che porta il titolo In ecclesiis è inserito nel secondo libro delle Sacre sinfonie di Giovanni Gabrieli, che venne pubblicato a Venezia nel 1615, tre anni dopo la morte del musicista. Questo mottetto si presenta come un brano molto elaborato in cui le quindici voci sono affidate rispettivamente a sei strumenti (tre trombe e tre tromboni), quattro cantanti solisti (soprano, contralto, tenore, basso), un coro a quattro voci e un organo per l'accompagnamento. Un organico così vasto e differenziato dimostra quanto fosse vivo in quel periodo a Venezia il desiderio di elaborare sempre nuove forme e nuovi tipi di composizione anche all'interno della musica sacra. In questo caso Giovanni Gabrieli si cimenta con l'accoppiamento delle voci umane a un folto gruppo di ottoni (le trombe e i tromboni) che si alternano o si sovrappongono.

Il mottetto In ecclesiis è cantato da coro e solisti.
Il testo, in latino, dice:



In ecclesiis benedicite Domino. Alleluia.
In omni loco dominationis benedic, anima mea, Dominum. Alleluia.
In Deo salutari meo est gloria mea. Deus, auxilium meum et spes mea in Deo est. Alleluia.
Deus noster, te invocamus, te laudamus, te adoramus. Libera nos, salva nos, vivifica nos. Alleluia.
Deus adiutor noster in aeternum. Alleluia.

Traduzione

Nelle chiese sia benedetto il Signore. Alleluia.
In ogni luogo del suo regno il mio animo benedica il Signore. Alleluia.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria. Dio, l'aiuto e la speranza mia sono in Dio. Alleluia.
Nostro Dio ti supplichiamo, ti lodiamo, ti adoriamo. Liberaci, guariscici, dacci la vita. Alleluia.
O Dio nostro eterno aiuto. Alleluia.


Dal punto di vista musicale il brano è diviso in numerose sezioni, la prima delle quali inizia con un soprano solista, accompagnato dall'organo, che espone questa melodia:

È un inizio solenne e maestoso che imprime subito alla composizione il suo carattere sacro. Segue, subito dopo, l'ingresso del coro che con un repentino cambio di tempo (6/4) intona più volte l'alleluia:

Questa breve parte corale inizia con una sezione in cui tutte le voci hanno lo stesso andamento ritmico, ma finisce con una sezione imitativa, in cui cioè le varie voci riprendono la stessa frase musicale in momenti diversi. È questa una parte che tornerà più volte nel corso del brano.

Il secondo verso del mottetto inizia con le parole "In omni loco"; qui troviamo impegnato il cantante con la voce di basso che intona una melodia simile a quella esposta, all'inizio del brano, dal soprano. Alla fine di questa melodia si inserisce di nuovo il coro che intona l'alleluia.

In seguito entrano tutti insieme gli strumenti a fiato, quindi ancora i solisti e poi il coro creando un effetto grandioso di forte potenza sonora.

Con l'ultimo verso del testo inizia la sezione conclusiva del brano che vede tutte e quindici le voci impegnate a eseguire lunghi accordi che rallentano il ritmo e rendono questa parte estremamente solenne.

adesso rispondi
  1. Quali strumenti vengono utilizzati in questo brano?

  2. Come mai in un brano sacro vengono inseriti, oltre alle voci umane, anche degli strumenti?

  3. Come sono divise le voci umane? Vengono sempre usate tutte insieme?

  4. Gli strumenti e le voci umane sono separati all'interno di questo brano oppure si amalgamano variamente tra di loro?

 

 

 

         
© Paravia Bruno Mondadori Editori 2001