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Canto
popolare dell'India
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prima
di ascoltare |
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Secondo la tradizione culturale indiana,
la musica ha origini divine e per mezzo della musica l'uomo
dialoga con la divinità. Sia la musica colta che quella popolare,
per questo motivo, hanno in India carattere prevalentemente
solistico: il colloquio con la divinità è infatti individuale,
e ogni forma di polifonia rappresenterebbe un elemento di disturbo
e di disordine.
A volte, però, la musica popolare ha un carattere più libero
e "rumoroso": soprattutto in occasione di feste e cerimonie
collettive, la musica si esprime con una vitalità più spontanea
e istintiva, che la differenzia da quella un po' austera della
tradizione colta.
Il brano che stiamo per ascoltare è stato registrato a Datia,
una città dell'India centro-settentrionale, in occasione della
festa di Halì, una festa simile al nostro carnevale, in cui
i partecipanti si spruzzano, si gettano in acqua l'uno con l'altro
si colpiscono per gioco, con panni bagnati. |
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Il
brano che presentiamo è una struttura responsoriale, cioè a domanda
e risposta: a ogni frase del solista segue una frase del coro.
L'accompagnamento è affidato ai sonagli (strumenti che producono
il suono per scotimento) e alla tabula (strumento formato da due
piccoli tamburi che si suonano uno con la mano destra e l'altro
con la sinistra).
Da un punto di vista melodico, il brano è molto ripetitivo. Da un
punto di vista ritmico, invece, esso risulta diviso in tre parti:
la prima parte, più lunga, comprende 14 interventi del solista e
altrettante risposte del coro. Il ritmo che li accompagna è il seguente:

Al
quindicesimo intervento del solista il ritmo diventa improvvisamente
più vivace e risulta basato sulla seguente figurazione ritmica:

Dopo
quattro frasi del solista e altrettante risposte del coro, ricompare
il ritmo iniziale (terza parte), con cui il brano si conclude rapidamente.
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