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VERSIONE STAMPABILE

 
 

Niccolò Paganini
Capriccio n.12

prima di ascoltare

La vita di Niccolò Paganini (Genova 1782-Nizza 1840) è emblematica dell'epoca romantica a cui il musicista appartiene; inizi oscuri, affermazione brillante e fulminea, amori clamorosi, carattere sregolato e ribelle, rapido declino causato da una malattia forse soprattutto interiore: ci sono tutti gli ingredienti per costruire una leggenda.
Con Paganini per la prima volta nella storia della musica un compositore si identifica completamente e quasi esclusivamente con il proprio strumento, in questo caso il violino. Paganini fu non solo un importante compositore, ma anche un grande virtuoso del violino, cioè un esecutore di incredibile capacità tecnica.
Nei ventiquattro Capricci, scritti in diversi momenti della sua vita, Paganini non trascura nessun mezzo tecnico per mostrare le infinite capacità timbriche dello strumento e tutti i colpi d'arco più difficili vengono affrontati.

Il brano che proponiamo, come del resto tutti quelli appartenenti alla serie dei Capricci, è un'opera di estrema difficoltà che presuppone una grande abilità tecnica da parte dell'esecutore. Guardando la partitura del pezzo, notiamo che la pagina è letteralmente gremita di segni; ascoltando il brano ci accorgiamo che l'andamento della musica è rapidissimo e senza interruzioni dall'inizio alla fine, come se il compositore volesse lasciare gli ascoltatori senza fiato dall'emozione.

 

adesso rispondi
  1. In che cosa consiste il virtuosismo di Paganini?

  2. Come definiresti il carattere del brano ascoltato?
    sereno
    drammatico
    vivace

 

 

 

         
© Paravia Bruno Mondadori Editori 2000