| |
Arnold
Schönberg
Pierrot
lunaire op. 21 - O alter Duft
 |
 |
 |
 |
prima
di ascoltare |
 |
|
Pierrot lunaire è considerato uno
dei capolavori di Schönberg. Si tratta di una raccolta di ventun
poesie tradotte in tedesco dallo scrittore belga A. Giraud,
messe in musica per voce femminile e un piccolo insieme di strumenti.
Al centro è la figura di è Pierrot, il clown malinconico che
vaga nella notte fantasticando tra le immagini bizzarre create
dalla luce della luna. |
 |
Per
ricreare l'atmosfera di una notte abitata da sogni e talvolta da
incubi e per caratterizzare il personaggio di Pierrot, Schönberg
adotta un linguaggio particolare, difficile al primo impatto. Il
canto non è più lo stesso dell'epoca romantica, ma è una sorta di
fusione fra canto e parlato. La voce di Pierrot (soprano) intona
delle note, ma nello stesso tempo conserva le inflessioni del discorso
normale: è un risultato rivoluzionario, che fece grandissima impressione
al tempo della prima esecuzione del Pierrot lunaire (1912).
Se
proviamo a eseguire sul flauto dolce la melodia di O alter Duft,
il brano conclusivo, difficilmente ne capiamo il senso.
Ma
se ascoltiamo il brano con l'accompagnamento delicatissimo dei pochi
strumenti che Schönberg aveva previsto (flauto, clarinetto, violino,
violoncello e pianoforte) ci troviamo immersi nel clima poetico
che il musicista riesce a evocare. "O antico profumo del tempo delle
fiabe" dice la voce, e la musica conferisce a queste parole un'aria
di mistero.
Ecco
la partitura della parte iniziale:
 |
 |
 |
 |
adesso
rispondi |
 |
- Come
definiresti il canto del soprano nel brano ascoltato?
- Che
ruolo hanno secondo te gli strumenti?
|
 |
|
|
|