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Giuseppe
Verdi
La
traviata - Finale
del primo atto
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prima
di ascoltare |
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Protagonista dell'opera La traviata
è Violetta, una ragazza che vive a Parigi facendosi mantenere
dai suoi ricchi amanti. Di Violetta si innamora Alfredo, un
giovane di buona famiglia. In occasione di una festa le dichiara
il suo amore, a cui lei inizialmente non crede, ma che alla
fine riesce a conquistarla. I due incominciano a vivere insieme
e sarebbero felici se improvvisamente non arrivasse in casa
loro il padre di Alfredo. In un drammatico colloquio con Violetta
egli la costringe ad abbandonare il figlio. Violetta ricomincia
così la sua vita mondana, ma Alfredo la raggiunge a una festa
e la insulta davanti a tutti per averlo tradito. Sfidato a duello,
Alfredo si salva ma deve fuggire all'estero. Il padre comprende
finalmente di aver sbagliato a separare i due amanti e vorrebbe
rimediare in qualche modo, ma Violetta è gravemente malata di
tisi e muore subito dopo il ritorno di Alfredo. |
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Il
brano che ascoltiamo si trova alla fine del primo atto della Traviata;
dopo la festa durante la quale Alfredo ha dichiarato il suo amore
a Violetta, quest'ultima rimane sola e riflette sulle parole del
giovane. Lei, che ha sempre vissuto superficialmente, passando da
un amante all'altro senza innamorarsi davvero di nessuno, sente
il desiderio di un legame più serio, di un affetto sincero. Ma si
rende conto che il suo sogno difficilmente potrà realizzarsi, dato
che la società la condanna a continuare la sua vita di mantenuta.
La musica di verdi segue le esitazioni del personaggio, combattuto
tra speranza e disperazione.
Ecco il testo:
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È
strano!… è strano! in core1
Scolpiti ho quegli accenti! 2
Saria3 per me sventura un serio amore?
Che risolvi, 4 o turbata anima mia?
Null'uomo ancora t'accendeva….5
O gioia ch'io non conobbi, essere amata amando!…
E sdegnarla6 poss'io per l'aride follie del viver
mio?
Ah, fors'è lui che l'anima
solinga7 ne' tumulti8
godea sovente pingere9
de' suoi colori occulti!… 10
Lui che modesto e vigile
all'egre soglie ascese, 11
enuova febbre accese
destandomi all'amor.
A quell'amor ch'è palpito
Dell'universo intero,
misterioso, altero,
croce e delizia al cor.
A me fanciulla, un candido
e trepido desire12
quest'effigiò13 dolcissimo
signor
dell'avvenire,
quando ne' ciel il raggio
di sua beltà vedea, 14
e tutta me pascea15
di quel divino error. 16
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Sentia17
che amore è palpito
dell'universo intero,
misterioso, altero,
croce e delizia al cor!
Resta concentrata un istante, poi dice:)
Follie!… Follie… delirio vano è questo!…
Povera donna, sola,
abbandonata in questo
popoloso deserto
che appellano18 Parigi,
che spero or più?…
Che far degg'io!… 19 Gioire,
di voluttà nei vortici perire. 20
Sempre libera degg'io
folleggiare
di gioia in gioia
vo' che scorra il viver mio
pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
sempre lieta ne' ritrovi21
a diletti sempre nuovi
dee22 volare il mio pensier.
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note
1. cuore
2. le parole di Alfredo
3. sarebbe
4. che cosa decidi
5. ti faceva innamorare
6. disprezzarla
7. sola
8. disordini
9. spesso amava immaginare
10. misteriosi
11. venne a trovarmi quand'ero malata
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12.
desiderio
13. rappresentò
14. vedevo
15. mi beavo
16. fantasia
17. sentivo
18. chiamavo
19.
devo
20. morire nei vortici del piacere
21. feste
22. deve |
La
prima parte della scena è un recitativo (il canto cioè che
tende a riprodurre l'andamento della lingua parlata) in cui Violetta
esprime i suoi dubbi e le sue riflessioni.

Sulle
parole "Ah, fors'è lui" incomincia un'aria molto sognante
e romantica, basata su due temi. Ecco l'inizio del primo:

Il
secondo tema dell'aria si basa su una melodia completamente diversa,
identica a quella cantata in precedenza da Alfredo durante la sua
dichiarazione d'amore a Violetta:
Al
termine di questa seconda parte l'aria viene ripetuta integralmente,
sulle parole "A me fanciulla".
A questo punto inizia un secondo recitativo (sulle parole
"Follie!… Follie…" ecc.), in cui Violetta sembra lasciarsi prendere
dalla disperazione:
Il
recitativo conduce alla seconda aria (sulle parole "Sempre
libera degg'io" ecc.), di carattere molto allegro. Un'allegria disperata,
però, perché Violetta si sente condannata a condurre una vita arida
e superficiale.
La struttura di questo brano è tripartita secondo lo schema ABA'.
Ecco lo spunto melodico su cui si basa la prima parte (A):

Ed
ecco lo spunto melodico su cui si basa la seconda parte (B):
Alla
fine della terza parte (A') si sente in lontananza la voce di Alfredo
(le sue parole risuonano ancora nella mente di Violetta e finiranno
per spingerla ad accettare il suo amore). Dopo questa interruzione
l'aria di Violetta viene ripetuta integralmente e conclusa con una
coda molto difficile, che mette il luce l'abilità della cantante.
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