torna all'indice della sezione   torna alla home
 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Giuseppe Verdi
Otello - Canzone del salice

prima di ascoltare
Otello è la penultima opera scritta da Verdi. Essa venne rappresentata per la prima volta al teatro alla Scala di Milano nel 1887, quando il musicista aveva più di 70 anni. Il libretto gli venne proposto da Arrigo Boito, compositore, scrittore e librettista legato a Verdi da profonda stima e amicizia e che influenzò moltissimo il compositore nelle creazioni musicali della vecchiaia.
L'opera è divisa in quattro atti ed è la storia di Otello, governatore moro di Cipro, a cui Jago, un alfiere che lo odia, riesce a far credere con l'inganno che la moglie, Desdemona, lo tradisce. Il sospetto di questo tradimento cresce sempre più nell'animo di Otello che, pazzo di gelosia, uccide Desdemona nonostante questa cerchi invano di convincerlo della sua innocenza. Subito dopo però il piano di Jago viene smascherato e Otello si rende conto di aver ucciso la moglie innocente. Disperato si toglie la vita pugnalandosi al petto.

Il brano che ascoltiamo si trova all'inizio del quarto atto. Desdemona è nella sua camera da letto, si prepara per andare a dormire e confida le sue angosce a Emilia, la sua governante e moglie di Jago. In preda a mesti pensieri, intona una melodia molto triste, la Canzone del salice, che ricorda di aver sentito cantare dall'ancella di sua madre (che era stata abbandonata dal suo innamorato).

Emilia,
te ne prego, distendi sul mio letto
la mia candida veste nuziale.

(Emilia eseguisce.)

Senti. Se pria1 di te morir dovessi,
mi seppellisci2 con un di quei veli.

(sedendo macchinalmente davanti allo specchio)

Son mesta tanto.
Mia madre aveva una povera ancella
innamorata e bella;
era il suo nome
Barbara. Amava
un uom che poi l'abbandonò; cantava
una canzone: la canzon del salice.

(ad Emilia)

Mi disciogli le chiome:3
io questa sera ho la memoria piena
di quella cantilena:

"Piangea cantando
nell'erma landa4
piangea la mesta.
O salce!5 Salce! Salce!
Sedea chinando
sul sen la testa!
O salce! Salce! Salce!
Cantiamo! Il salce funebre
sarà la mia ghirlanda."

Affrettati; fra poco giunge Otello.

"Scorreano i rii fra le zolle in fior,
gemea quel core affranto,
e dalle ciglia le sgorgava il cor
l'amara onda del pianto.
O salce! Salce! Salce!
Cantiamo! Il salce funebre
Sarà la mia ghirlanda.
Scendean gli augelli6 a vol dai rami cupi
verso quel dolce canto,
e gli occhi suoi piangevan tanto, tanto
da impietosire le rupi."

(ad Emilia, levandosi un anello dal dito)

Riponi quest'anello.
Povera Barbara! Solea la storia
con questo semplice suono finir:

"Egli era nato per la sua gloria,
io per amar…"

(interrompendo)

Ascolta. Odo un lamento.
Taci. Chi batte a quella porta?…

"Io per amarlo e per morir. Cantiamo!
Salce! Salce! Salce!"


Emilia, addio. Come mi ardono le ciglia!
È presagio di pianto. Buona notte.
Ah, Emilia, Emilia, addio, Emilia, addio!

(Emilia si volge per partire, poi ritorna e Desdemona l'abbraccia.)
(Emilia esce.)

note
1. prima
2. seppelliscimi
3. slegami i capelli
4. in un luogo solitario e desolato
5. salice
6. uccelli

 

La musica inizia con tre delicati accordi eseguiti dai clarinetti che ci introducono subito in un clima calmo e mesto. La linea della melodia cantata da Desdemona (soprano) è un continua alternarsi tra parti con andamento di recitativo (quelli in cui Desdemona parla a Emilia) e parti più liriche (quelle in cui Desdemona canta la Canzone del salice).
La linea melodica più cantabile e lirica si trova infatti sulle parole "Piangea cantando nell'erma landa…" che è appunto l'inizio della Canzone del salice:

Qui lo slancio melodico si fa più libero e il canto è dolcissimo, sostenuto dall'orchestra che accompagna con delicatezza. Questa parte termina sulle parole "… sarà la mia ghirlanda".

Segue un episodio movimentato: l'orchestra esegue rapide note in scala sulle parole "Scorreano i rivi…", quasi a voler riprodurre, in una ricerca di fusione tra musica e significato delle parole, l'immagine dello scorrere dell'acqua.
Lo stesso effetto descrittivo della parte musicale si ritrova sulle parole "Scendean gli augelli", in cui i flauti propongono una figura musicale che ricorda un allegro cinguettio.

Ben presto però torna l'atmosfera malinconica dell'inizio e, dopo un breve recitativo, la melodia diventa dolcissima e il canto quasi sussurrato (sulle parole "Egli era nato per la gloria, io per amar").

Basta un piccolo rumore alla finestra, che subito la scena si agita: improvvisamente la musica diventa frenetica, i violini suonano note velocissime e un fragoroso rullo di timpani esprime l'ansia che si nasconde nel cuore di Desdemona. Emilia, dopo aver preparato il letto, lascia la stanza e Desdemona, presagendo la sua imminente morte, ha un ultimo, disperato grido di addio perima di trovarsi sola.

adesso rispondi
  1. Chi è Desdemona? In quale momento dell'opera canta il brano ascoltato?

  2. Nel testo si nota una alternanza fra parti tra virgolette e parti senza virgolette. Perché c'è questa distinzione?

  3. In che modo la musica rispetta l'alternanza del testo fra parti tra virgolette e parti senza virgolette?

  4. In che modo interviene l'orchestra?
    si limita ad accompagnare la cantante

  5. esegue una parte importante e indipendente dal testo
    esegue una parte strettamente collegata alle parole del testo

 

 

 

         
© Paravia Bruno Mondadori Editori 2001